Le persone non sono i loro pregiudizi
Ci sono persone che vedono un volto.
Altre vedono un ruolo.
Altre ancora vedono un’etichetta.
Io, istintivamente, mi faccio un’altra domanda.
Cosa c’è dietro?
È una domanda che mi accompagna da sempre.
Non perché creda che tutti siano buoni.
E nemmeno perché pensi che le prime impressioni non abbiano valore.
Le prime impressioni sono informazioni.
Ma non sono mai una sentenza.
Ho imparato che dietro una persona molto sicura può nascondersi una grande fragilità.
Dietro un carattere duro può esserci una storia difficile.
Dietro un’apparenza impeccabile possono esserci superficialità e mancanza di etica.
E, allo stesso modo, dietro qualcuno che viene giudicato in pochi secondi può esserci una professionalità straordinaria.
Per questo faccio fatica ad accettare i pregiudizi.
Non perché siano sempre sbagliati.
Ma perché sono sempre incompleti.
Osservare una persona significa raccogliere dati.
Comprenderla significa andare oltre quei dati.
È una differenza sottile, ma cambia tutto.
La stessa cosa succede nel lavoro.
Quando un processo non funziona, è facile dire che il problema è una persona.
Quando un cliente è insoddisfatto, è facile cercare un colpevole.
Quando uno studio è disorganizzato, è facile attribuire tutto alla mancanza di tempo.
Io preferisco fare un passo indietro.
E chiedermi perché.
Perché quel processo si è rotto?
Perché quella persona lavora in quel modo?
Perché quell’errore continua a ripetersi?
Spesso la causa non è quella che sembra.
Ed è proprio lì che inizia il lavoro più importante.
Non mi interessa trovare qualcuno da giudicare.
Mi interessa capire cosa può essere migliorato.
Forse è anche per questo che il mio modo di lavorare parte sempre dall’osservazione.
Prima guardo.
Poi cerco di comprendere.
Solo dopo intervengo.
È un approccio che richiede più tempo all’inizio.
Ma evita moltissimi errori dopo.
Credo che la professionalità non consista nel trovare risposte veloci.
Consista nel farsi le domande giuste.
E una delle domande che continuo a farmi, ogni giorno, è sempre la stessa.
Cosa c’è dietro la superficie?
Se anche tu credi che le risposte migliori nascano dalle domande giuste, continua a leggere gli articoli di Svart Desk dedicati al metodo e all'etica del lavoro.




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